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| Senza segnali | |
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Jan Harry, "J. S. Harry," i sogni cantano 'alba: poesia australiana contemporanea 1946 -1988. Graziella Englaro, ed. Graziella Englaro, trans. Milan: LanFranchi, 1988. |
Tornai nel posto di due anni fa: quella conchiglia era sott'acqua. Solo una casetta delle lettere affiorava fra il turbìnio della marea. Soffocai con un unico grido come un gabbiano, ma inghiottii pungente contenuto di lettere scritte dai pesci. Ora siamo giunti ai resti del pesce e ci siamo volti con intento assassino, ai fondali, per predare, forse troveremo le nostre lettere... Le persone non giungono, le lettere devono trovarsi da qualche parte non troppo lontano, a meno che non siano dietro, in cerca di pescarci, sull'ultima marea nel posto verso il quale non possiamo mai nuotare o, a pesca nell'oceano, oltre la barriera, o in qualche fossa dimenticata da noi, in cui un tempo eravamo soliti tuffarci... Se è vero, noi non abbiamo scritto loro né loro a noi senza segnali ci siamo inviati continui messaggi. Qualcosa su uno scafo non tracciato con la vernice si stacca dai nostri occhi come palpebre; attendiamo che si dilunghino, si levino... per noi, spronfondino...che continenti inizino... I continenti perduti continuino. Balene, come eserciti morti, cantano. |
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